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Lectio divina – Pentecoste – Anno B

Inserita il: 21/05/2021

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Gv 15,26-27; 16,12-15
“Quando verrà lo Spirito della verità, 
vi guiderà a tutta la verità”
 
Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

CONTESTO E TESTO
Il mistero che la Pentecoste contiene in sé e comunica, è la santificazione della Chiesa in ogni popolo (gens) e nazione (natio). Il Padre santifica la sua Chiesa per relazionarla ad ogni popolo e nazione. Questa santificazione, che richiama quella di Gesù prima della sua passione (cfr. Gv 17), consiste nel rendere idonea la Chiesa ad annunciare l’Evangelo, facendolo risuonare nella lingua dei popoli, che abitano nella terra. Questa santificazione è finalizzata alla sua missione. 
 
Attraverso la Chiesa, il Padre diffonde i doni dello Spirito Santo sino ai confini della terra. L’evangelizzazione è accompagnata dai doni dello Spirito Santo. Essi provengono dal Signore glorioso, come sta scritto in Ef 4,8: Per questo è detto: «Salito in alto, egli ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini». Questi sono i segni che accompagneranno quelli che credono (Mc 16,17). Il “luogo” dove questi segni si manifestano è la sequela del Cristo. I prodigi iniziali operati dalla predicazione evangelica furono la conversione sincera, la professione di fede, il battesimo e la vita comune nell’agape. 
 
Nel suo discorso di addio, riportato dal Vangelo secondo Giovanni, Gesù promette lo Spirito santo ai discepoli, lo Spirito della verità che procede dal Padre e condurrà il loro cammino e li guiderà alla comprensione autentica del volere di Dio rivelato dalle Scritture.

APPROFONDIMENTO DEL TESTO
Lo Spirito Santo è chiamato il Consolatore e lo Spirito di verità. È il Consolatore, che nella lingua greca si dice Paraclito, in quanto è colui che chiama presso di sé per consolare, per difendere i discepoli di Gesù. Egli compie la sua missione rivelando la verità. Gesù poi precisa chi è lo Spirito di verità. Egli procede dal Padre e Gesù lo manda dal Padre. Lo Spirito Santo si pone in rapporto con lo spirito di ogni uomo e gli dà testimonianza riguardo a Gesù. 
 
La verità è il desiderio suscitato dallo Spirito e accolto dal cuore che già si orienta ad aderire all’Evangelo. Chi invece resiste allo Spirito in questa sua prima operazione, resiste pure all’Evangelo; ed egli sa di resistere anche se nasconde spesso questa sua consapevolezza sotto la trama sottile e ingannevole dei suoi ragionamenti.
 
La testimonianza dei discepoli, che sono stati con Gesù fin da principio e che quindi danno garanzia della storicità degli avvenimenti, non si colloca accanto a quella dello Spirito di verità ma essa diviene il luogo in cui lo Spirito dà testimonianza. La testimonianza apostolica non si esaurisce con coloro che lo hanno visto ma essa continua nella comunità dei suoi discepoli. E tutti i battezzati hanno ascoltato e accolto la parola, che era fin dal principio, come è scritto: “Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio. Il comandamento antico è la parola che avete udito” (1Gv 2,7).
 
Tra lo Spirito Santo e i discepoli di Gesù vi è un rapporto inscindibile, che ha come scopo quello di dare testimonianza su Gesù. Questo rapporto fa quindi emergere la verità antica e sempre nuova che ha come suo contenuto Colui che è fin da principio. La verità non emerge infatti come un’elaborazione della mente dell’uomo ma come la luce che si rivela nel comandamento antico e nuovo, che è l’amore vicendevole dei discepoli. L’azione dello Spirito è vista a cerchi concentrici: in rapporto al mondo: convincerà; in rapporto ai discepoli: vi guiderà, parlerà, annuncerà; in rapporto al Cristo: mi glorificherà, prenderà del mio. Tutta l’azione dello Spirito scaturisce da Gesù, e investendo il mondo e la Chiesa, ritorna a Gesù e quindi al Padre perché - dice Gesù - le cose che ha il Padre sono mie.
 
Le molte cose che Gesù ha da dire sono fuori della capacità di capire dei discepoli e questi non hanno la forza di portarle. S. Agostino riferisce le molte cose ai misteri divini che sono rivelati nei Vangeli ed è quindi necessaria la presenza dello Spirito per comprenderli. Più noi cresciamo più comprendiamo. «Questa crescita si compie non soltanto con il passaggio dal latte al cibo solido ma anche per un’assimilazione sempre crescente del cibo solido ... questa crescita ... consiste .. in una maggior chiarezza interiore, poiché si ha per cibo la luce intelligibile». Questa crescita è data ai discepoli dopo la risurrezione del Signore, infatti nello Spirito comprendono (2,22; 12,16; 13,17). Gesù concede ai discepoli di comprendere aprendo loro la mente come è detto in Lc 24,45. Una simile comprensione è dono dello Spirito. Gesù dice: «Ho molte cose da dirvi». Le ha dette dopo quel momento ed anche prima che venisse lo Spirito cioè prima della sua Passione, Morte e Risurrezione. Aggiunge: Non le potete portare perché sono l’esplicarsi della sua Passione e Risurrezione. La funzione dello Spirito è d’introdurci a tutta la verità e di metterci dentro al mistero pasquale.
 
Lo Spirito della verità così chiamato per lo stretto rapporto che ha con la verità tanto da distinguerlo assolutamente dallo spirito della menzogna che appartiene all’anticristo. Guiderà (cfr. Sal 143,10; 25,4s; Is 63,14 LXX: Scese lo Spirito da parte del Signore e li guidò). Il compito dello Spirito è condurci dentro tutta la verità cioè nella piena comprensione del mistero di Cristo. Egli fa emergere la verità perché la sua Parola è quella stessa di Gesù, che è la stessa del Padre: Dall’unico Dio risuona l’unica Parola comunicata ai discepoli da Gesù e resa intellegibile dallo Spirito non solo come ricordo ma anche come profezia: annuncia infatti le cose future.
 
Gesù glorificato dal Padre ma reso invisibile agli occhi degli uomini è glorificato dallo Spirito Santo perché annunzia ai discepoli ciò che gli appartiene. La missione dello Spirito sia in rapporto al mondo che ai discepoli è quella di glorificare Gesù rivelandolo come il Cristo, il Figlio di Dio perché la sua azione è tutta all’interno di Gesù. Lo Spirito non opera al di fuori di Gesù ma tutto quanto Egli compie scaturisce da Gesù e a Lui si riferisce. Questo dato non è solo asserito ma è esperimentabile da chi si orienta verso la verità.
 
Vi annunzierà le cose che verranno». Che vuol dire che le molte cose sono le cose future: quello che avviene nel Capo, avviene pure nel Corpo e quindi la partecipazione alle sue sofferenze. Il mondo è accusato dallo Spirito di peccato, giustizia e giudizio: questo è il futuro della Chiesa. E questo è fortificato dal prenderà del mio: non solo lo Spirito ci porterà a conoscere quello che c’è in Cristo, ma prende il «reale» di Cristo e lo mette dentro la Chiesa. 
 
Lo Spirito, che procede dal Padre e ha in Lui il supremo riferimento come pure lo ha il Figlio, prende dal Figlio quanto annuncia ai discepoli perché tutto quanto ha il Padre è pure del Figlio. Gesù richiama quanto ha già detto in precedenza: non c’è nulla in Lui che non sia del Padre perché il suo essere il Figlio, il Verbo di Dio, proclama la sua essenziale relazione con il Padre che non conosce alcuna limitazione perché si estende secondo l’infinita pienezza dell’unica natura divina. Questo brano ci butta nelle braccia dello Spirito. Senza lo Spirito non possiamo conoscere Gesù. Come quando dice “Figlio” lo Spirito non ci fa andare oltre questa parola, ma ci fa vedere la sua portata divina senza cancellarla; è autentica e adeguata al segno. Bisogna invocare spesso lo Spirito che ci fa scendere sempre più nella profondità di Cristo.

 




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