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Lectio divina della II Domenica di Avvento – Anno B

Inserita il: 04/12/2020

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Mc 1, 1-8
“Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”

 
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via., Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

 
CONTESTO E TESTO
Nella seconda domenica di Avvento, troviamo i testi della Parola di Dio che ci invitano a preparare, nel deserto del nostro cuore e della nostra società, la via al Signore che viene, che ci donerà cieli nuovi e terra nuova. Una vita nuova! 
 
Il tempo presente non ha nessun segno che c’indichi che Gesù ritornerà, anzi che sta per tornare. Il mondo continua ad andare avanti come sempre; nella sua immutabilità ciclica non registra nessun turbamento. È un dubbio, una tentazione, al punto tale che la promessa è letta come il miglioramento della vita nel mondo futuro, cioè dopo la morte. Nulla si vede di quello che è scritto sul mutamento in atto con la venuta del Signore. 
 
Proprio qui sta la sfida della Parola di Dio contro il dato immediato della nostra esperienza: non vediamo ancora nulla, ma la salvezza è già in atto! Per questo l’evangelista Marco, all’inizio del suo Vangelo, ci parla di Giovanni Battista che invita tutti ed anche noi a preparare la strada al Signore che viene. Perché egli viene continuamente in noi e nella storia in modo misterioso e alla fine dei tempi verrà in modo visibile e sperimentabile.

APPROFONDIMENTO DEL TESTO
Inizio. Non solo inizio storico (qui inizia la narrazione evangelica come fondamento della fede) ma anche principio assoluto oltre il quale non se ne dà un altro; è infatti rivelazione dell’inizio che troviamo anche in Gv 1,1: In principio era il Verbo. Per questo i suoi discepoli sono con Lui dall’inizio (cfr. Gv 17,27) perché Lui è dall’inizio (cfr. 1Gv 1,1) e a questo inizio è rapportata la missione di Giovanni il Battista.
 
Marco dice vangelo di Gesù Cristo, l’Apostolo Paolo in Gal 1,7 ci specifica che non ce n’è un altro, non c’è un’altra buona notizia: “In realtà, però, non ce n’è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo”. Gesù Cristo è semplicemente l’evangelo ed è presente nell’annuncio apostolico e qui si manifesta come Figlio di Dio.
 
Citazione di Es 23,20 e di Malachia 3,1. È la Parola del Padre al Figlio che risuona nelle divine Scritture. La missione del messaggero di Dio è di preparare la via a Gesù Cristo. Egli preparerà la tua via. In Esodo 23,20 la missione del messaggero è quella di custodire il figlio primogenito, Israele, sulla sua via, per condurlo alla terra promessa e in Malachia 3,1 il messaggero ha il compito di volgere lo sguardo alla via davanti al volto del Signore. Nel testo di Malachia non si trova preparerà. Il messaggero è pensato strettamente collegato all’Inviato.
 
Come è scritto nel profeta Isaia. Il Vangelo è il compiersi delle profezie, il culmine di questo compimento avviene sulla croce. Su di essa Gesù dice: «Tutto è compiuto!» (Gv 19,30). Il mio angelo: qui si contrappone agli angeli ribelli che non sono suoi.
 
Inizia la citazione di Isaia 40,3. Essa è la realizzazione del piano divino: il verbo preparerà corrisponde alla fedele esecuzione del comando divino: preparate e raddrizzate e colui che è inviato è chiamato Signore, dice infatti: preparate la via del Signore. Questa via è chiamata del Signore ed è preparata davanti al suo volto. Viene specificato in seguito quale sia questa via per chi crede: è il Battesimo unito alla confessione dei peccati. 
 
Voce di uno che grida, non dice «parole di uno che grida» perché sottolinea la missione del messaggero che non dice parole sue, né egli stesso è la Parola, ma egli parla le parole di Dio, egli è solo lo strumento di cui si serve Dio. Come dice il salmo 25,4: “Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri”. Raddrizzare i sentieri del Signore significa mettersi alla scuola della Sapienza, infatti i sentieri del Signore sono le piccole vie di ogni giorno che permettono a Lui di raggiungere il nostro cuore e, a noi, il suo cuore.
 
Giovanni è la voce che segna l’inizio. Egli è, da una parte la conclusione della profezia, e nello stesso tempo, sta all’inizio dell’Evangelo perché tutto quello che è scritto si attui. Al prima e al dopo succede l’oggi. Gesù è presente ed è quindi presente il Regno di Dio e con il Regno si rivela l’unico piano di Dio che unisce l’antico al nuovo facendone un solo Testamento inscindibile e inseparabile.
 
La voce, che è Giovanni, grida nel deserto e battezza predicando il battesimo di conversione per il perdono dei peccati. È il battesimo come segno della conversione perché siano rimessi i peccati. In rapporto alla Legge il battesimo è nuovo perché in esso è già presente il Regno di Dio.
 
Accorrevano a lui. Accorrevano uscendo dalla città e dai villaggi per andare da Giovanni nel deserto, come è scritto nel profeta Osea 2,14: “Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore”. Accorre tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme, questa pienezza totale e per tutti, sottolinea l’entrare nel tempo dell’Evangelo di cui il Battesimo di Giovanni è l’inizio.
 
Il luogo del Battesimo è il fiume Giordano. Questo fiume segnò la fine dell’esodo, infatti sulle rive del Giordano, nell’AT, cessò la manna e la Pasqua fu mangiata coi nuovi prodotti della terra, come è scritto in Giosuè 3-5. Questo luogo segna pure la fine dell’economia antica, dominata dalla Legge, e tutti confessano i loro peccati in attesa di Colui che ha il potere di rimetterli.
 
L’Evangelo si sofferma a descrivere il vestito e il cibo di Giovanni. Il vestito è di peli di cammello. In Zaccaria 13,4 si parla del mantello di pelo come distintivo del profeta. In 2Re 1,8 Elia è cinto ai fianchi della cintura di pelle. Rivestito di questo abito profetico assai povero, Giovanni si caratterizza come uomo penitente: “… un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re!” ( Mt 11,8).
 
Locuste cotte in acqua salata e arrostite sulle braci, e miele selvatico fanno parte dell’alimentazione dell’uomo abitante del deserto. Poiché non è nominato nessun altro alimento, è caratterizzata qui la forma ascetica del Battezzatore, come ricorda l’evangelista Mt 11,18: “È venuto Giovanni che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio”.
 
La predicazione di Giovanni s’incentra su Cristo. Viene perché Egli è il Veniente (cfr Mt 3,11: Colui che viene); dopo di me viene uno che è più forte di me. Il termine forte è in rapporto alla missione. La forza conferita a Giovanni è stata quella di attirare nel deserto tutti per il Battesimo. Colui che è più forte viene in seguito caratterizzato dalla natura del suo battesimo (v. 8). 
 
Giovanni si rapporta a Lui come uno schiavo al suo padrone quindi in una totale dipendenza da Lui. «Non sono degno di chinarmi, gesto che sottolinea sottomissione, per sciogliere i legacci dei suoi sandali». In senso simbolico l’amico dello Sposo non può sciogliere i legacci dei sandali al Cristo perché Egli è lo Sposo e a Lui spetta il diritto di sposare colei che il Padre gli ha dato. Come racconta il libro di Rut 4,7-8.
 
Mentre Giovanni ha battezzato con acqua, Egli battezzerà in Spirito Santo. Il tempo passato (ho battezzato) sta a indicare che la sua missione è finita perché c’è il Veniente; questi tuttavia non inizia subito a battezzare con lo Spirito Santo ma lo farà solo dopo la sua risurrezione e ascensione (cfr. Atti 1,5) per questo usa il futuro (battezzerà).
 
Il battesimo di Giovanni è la preparazione indispensabile che il cuore riceve per accogliere, con la remissione dei peccati, il Regno di Dio. Infatti il battesimo di Giovanni si compie quando Gesù è battezzato perché lo Spirito Santo traboccherà dal Salvatore senza misura (Gv 3,34) per ricreare tutta l’umanità. Tutta la grazia del Salvatore e il dono dello Spirito sono riversati nell’Evangelo, che diviene così il principio unico da cui scaturisce la nuova creazione.

IN ASCOLTO DEI PADRI NELLA FEDE
“Ecco: fu Giovanni nel deserto. Notate bene che il deserto è il luogo inabitabile per definizione. Il deserto è il luogo del silenzio. Ma è anche il luogo della pazienza di Dio. Giovanni nel deserto. Giovanni alle prese con il segreto di Dio? Giovanni alle prese con il dramma che tutti sperimentiamo e che dev’essere affrontato e che dev’essere illustrato e che dev’essere finalmente filtrato, interpretato. Quel dramma che porta in sé la rivelazione del segreto che Dio custodisce e a cui Dio non rinuncia. È quel dramma che ci chiama a far nostra l’imprecazione. Far nostra l’urgenza con cui finalmente ci scrolliamo di dosso quella patina, pesante, spessa, amara, disgustosa, vergognosa di cattiveria, di odiosa ingiustizia, di prepotenza spudorata che fa della nostra vita umana il tradimento della vocazione che ci è stata donata dall’inizio. Ma Dio nel suo segreto custodisce. E noi stiamo imparando ad imprecare. E Giovanni Battista nel deserto appositamente, il segreto di Dio. Il segreto d’amore. Gesù, il Figlio è l’interlocutore nell’intimo di Dio, nel segreto profondo e in scandagliabile della sua vita, l’interlocutore nel contesto di quella conversazione all’interno della quale tutta la creazione è stata originata. E, dunque, la storia della salvezza nel contesto della conversazione trinitaria, nell’intimo, nel grembo della vita divina, la nostra salvezza è stata progettata con incrollabile fedeltà. L’evangelo è Gesù. L’iniziativa di Dio è irrinunciabile. L’iniziativa di Dio è confermata.”. 
(Commento di p. Pino Stancari, sj)

 




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