9º Capitulo Generale - Tema


“Donna, ecco tuo figlio!” (Gv 19, 26)
Il dono profetico della maternità pastorale
 
Il testo biblico giovanneo, posto all’inizio del tema, ci presenta Maria ai piedi della Croce insieme al discepolo amato, mentre entrambi ricevono da Gesù la missione di prendersi cura della Chiesa nascente e dell’umanità tutta.
 
Noi Pastorelle, in particolare, contempliamo in Maria, la madre del buon Pastore, che accoglie da Gesù, il buon Pastore Crocifisso, la nuova missione, riconoscendo nel discepolo amato l’intera umanità, bisognosa di una madre che li orienti a Cristo, come ci ha trasmesso il beato Giacomo Alberione facendo coniare, sul retro del Crocifisso che portiamo come distintivo, l’icona di Maria ai piedi della Croce, mentre riceve da Gesù la missione di prendersi cura dei discepoli rappresentati da Giovanni: “Donna, ecco tuo figlio!” (Gv 19, 26). Tale attitudine materna di Maria è ben raffigurata anche nel mosaico della cappella della nostra casa generalizia.
 
Ricordiamo anche l’invito che il Fondatore ci ha rivolto all’inizio della nostra storia congregazionale: “Esse saranno le sorelle, le madri, le maestre, le catechiste, le consolatrici di ogni dolore, un raggio di luce e di sole benefico e continuo…”(So, 1947, p. 60). Invito che la nostra Regola di Vita ha recepito come prioritario: “Sull’esempio di Maria, madre del buon Pastore, che si è offerta con umile disponibilità al piano di salvezza, viviamo la nostra cooperazione al ministero pastorale di Cristo, facendoci madri e sorelle di tutti coloro che formano il popolo di Dio” (RdV 8).
 
In questo tempo della storia della Chiesa e dell’umanità ci sembra necessario recuperare questa chiamata di Gesù buon Pastore alla nostra Congregazione e ad ogni Pastorella. E’ l’appello a prenderci cura materna di tutti i discepoli del Signore e in particolare dei pastori della Chiesa, ma anche di tutta l’umanità, dei figli di Dio che sono dispersi (cf. Gv 11, 52).
 
E’ ormai tempo che il dono profetico della maternità nello Spirito, che abbiamo ricevuto in quanto donne, possa manifestarsi con più profondità e coerenza. 
 
Inoltre, come donne consacrate nel ministero pastorale, abbiamo ricevuto in dono il carisma profetico che fa crescere e maturare in noi l’apertura allo Spirito che ci rende sempre più sorelle e madri di ogni persona umana che ci viene affidata nella Chiesa. 
 
Possiamo anche dire, con umiltà, che la forma della profezia che, come Pastorelle, ci caratterizza nella Chiesa è quella della maternità spirituale, proprio nel nostro essere chiamate a vivere il ministero pastorale, contraddistinto dalla cura materna di tutti quelli che il Signore ci affida. Una cura che oggi si può esprimere in particolare nell’accompagnamento nella fede delle persone. 

 

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